May 25, 2005

Ménage à trois

Gala, punto di riferimento della loro amicizia, mezzo di comunicazione reciproco, moglie condivisa, tramite di unione carnale.
Gala, moglie di Paul Eluard, amante di Max Ernst.
Ma lei poi gli preferì Dalì.
Surrealisti.
Se passate al Met nei prossimi giorni, sarà sicuramente per la retrospettiva di Max Ernst.
O per quella di Chanel?

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March 09, 2005

Primavera

Da qualche giorno la terra non è più gelata
invece di essere dura come cemento
è diventata friabile e le zolle in mano
si sbriciolano come pane vecchio.
Questo, più dei nuovi uccelli del mattino
è il segno che l'inverno si sta spostando
nell'altra parte del pianeta.
E il mio guardaroba chi lo sposta?

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January 29, 2005

Dress code: costume

Cara Coco
immagino tu ti stia rivoltando nella tomba da molto tempo. Comunque a me questa collezione è piaciuta, certamente più di quella del furbacchione di Gaultier.
La cosa che più mi affascina è questa specie di parrucca di piume bianche.
La voglio.
Avvisa Karl che passerò in ditta e che me ne tengano una da parte. Dovrebbe andare bene per il Diner Dansante "Le Menuet" di martedì prossimo.
Voglio proprio vedere la faccia del Maestro di Ballo...

Chanel.jpg

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December 02, 2004

Imprinting

abeti.jpgCome ogni anno, o quasi, in questo periodo sono salita sull'altipiano.
E' un'abitudine che ho cercato di mantenere, nonostante tutto.
Giù, dove inizia il bosco di faggi e abeti, pioveva.
Salendo gli scarponi affondavano nella terra bagnata, smuovendo e creando
quell'odore di terra, foglie marce e legno che è una specie di imprinting.
Più in alto il bosco si diradava e ho incontrato la neve, e lì gli odori cambiano, diventano meno persistenti.
Sono scesa dall'altro versante, scivolando e aggrappandomi ai rami di abete, senza smettere di guardarmi intorno.
Alla fine l'ho visto. Quello giusto.
Non si può fare, lo so. Ma per me è un rito.
E lo faccio con grande delicatezza.
Individuo un piccolo abete, non più grande di 30 cm, scavo con le mani e lo
tolgo dalla terra. Lo ripongo nello zaino e continuo a scendere.
Una volta a casa il piccolo abete avrà un suo vaso e, dopo queste feste, lo lascerò libero piantandolo dove serve la presenza di una pianta grande.
Ora nelle mani ho ancora l'odore della resina, degli aghi e della terra.
Questo è per me l'odore del Natale.

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November 04, 2004

Brain mod. off

Washington, 17:56
Bush: farò dei cambiamenti ma non so ancora quali.
Da Repubblica.it

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October 15, 2004

Sleep sex

"Tutto viene fuori quando una notte il partner della donna si è svegliato e ha scoperto che lei non era a letto nè in casa, e l'ha trovata in giardino che faceva sesso con un altro. L'uomo era già a conoscenza dei disturbi della moglie, ed era rimasto perplesso per il numero di preservativi che trovava nei pressi della casa."

Un bel caso di disturbo del sonno, riportato da Repubblica.it.
Sarà. Ma non si capisce perché sta donna dovesse fare tanta strada, quando aveva il marito accanto.
E se gli uomini con i quali faceva sesso si accorgevano che stava dormendo.
E soprattutto come facesse, nel giardino di notte e dormiente, ad attirare gli uomini. Ah, la psicanalisi...

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October 06, 2004

Ultimora

Mondovì, 18:20
Braccio gru sfonda muro abitazione e finisce in camera letto
Il braccio mobile di un carro gru, durante una fase di manovra, è finito dentro la camera da letto di una casa i cui proprietari, al momento dell'incidente, erano assenti. E' accaduto nel primo pomeriggio a Mondovì (Cuneo). Il braccio mobile lungo oltre una decina di metri ha sfondato il muro dell'abitazione procurando danni ingenti. (da Repubblica.it)

La notizia sarebbe stata carina se:
a) nella camera da letto ci fosse stato qualcuno;
b) questo qualcuno fosse stato la moglie;
c) intenta a fare sesso con il vicino.
Perfetta se anche:
d) il gruista fosse stato il marito.

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August 30, 2004

Picnic

Solo qualche giorno fa l'estate sembrava desse già i primi segni di cedimento.
Ieri invece la giornata si è subito presentata radiosa e calda.
E visto che di fare ferie quest'anno non se ne parla, mi sono presa una giornata di relax.
Abbandonata la città mi sono inoltrata nella campagna, fino a che non ho più udito i rumori del traffico. E quando finalmente l'unico baccano a potermi infastidire era quello delle ruote della mia bicicletta sulla ghiaia, mi sono fermata.
Ho scelto un superbo e ombroso leccio e mi sono accomodata sotto, dopo avergli chiesto mentalmente permesso.
Ho tirato fuori dallo zaino una baguette, un po' di foie gras, un pezzo di Pouligny St Pierre e una bottiglia di Hermitage Blanc Chante Alouette Chapoutier 1998.
Non doveva mancarmi niente, avevo pensato prima di partire.
Ho trascorso una giornata di puro, assoluto, dimenticato ozio.
Soprattutto senza pensare.
Guardando solo le nuvole e immaginando fossero i volti delle persone che amo, che da lassù mi osservavano sorridenti.
All'imbrunire, una scia ondeggiante e incredibilmente infinita di uccelli mi ha ftto pensare al mare.
Ma il patto era non-pensare. E sono ripartita verso le luci e i rumori.

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July 05, 2004

Help me!

Il caldo sta diventando poco sopportabile e insieme alla misurata brezza che giunge dal lago mi fa pensare che è tempo di ferie.
Non ho ancora preso decisioni. Non voglio decidere, ora. Mi piace farlo all'ultimo.
Il fatto è che, per pigrizia, tenterei sempre di ritornare negli stessi posti.
Quelli dove sono stata bene.
Aiutatemi! Il mio budeget di tempo è limitato (3 settimane), quello economico illimitato (mi piace pensarlo ma non è così).
Dove potrei andare?

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June 11, 2004

Scomparsa

Hei! Qualcuno ha visto la mia scheda elettorale?
L'ultima volta che l'ho vista stava sotto una bottiglia di Absolut ghiacciata di freezer...

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June 07, 2004

Genetica

Cristo! Se è vero (come è vero) che conosco piuttosto bene la mia gemella e se questo ha anche solo un minimo fondo di verità, le mie prospettive sono davvero lussuriose!

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May 04, 2004

Eclisse, fascinosa eclisse

Me ne sto in pausa a bere un caffè e leggo il giornale di oggi che preannuncia un'eclisse totale che si svolgerà stasera, dal tramonto fino a poco dopo la mezzanotte, che comincio già a sentirmi male.
Eclisse di luna, la peggiore per me.
Prepariamoci a osservare un altro spettacolare fenomeno astronomico, tenendo gli occhi rivolti al cielo.La sera di martedì 4 maggio, gli astrofili - e non solo: tutti quelli che ancora amano contemplare le bellezze dello spazio - assisteranno all'eclissi totale di Luna.
Il satellite sarà completamente oscurato dall'ombra della Terra, assumendo il caratteristico colore rossastro.
Il fenomeno sarà visibile nell'Europa centrale fra le 21,52 e le 23,08, quandi in un orario a tutti accesibile, che non costringerà nessuno a passare la notte in bianco.

Sin da bambina avevo notato che le eclissi mi provocavano strani effetti.
Un malessere diffuso e un evidente nervosismo. Con il tempo anche vertigine.
Non so spiegarmelo, ma è così. Devo starmene ferma e al chiuso, in attesa che tutto passi.
Mi immagino già cosa succederà stasera.

LA (TERRIBILE) SEQUENZA
Alle 20,48 ingresso nell'ombra. In questa fase l'oscuramento del versante Ovest è ormai molto evidente e chi osserva col telescopio o con un binocolo può distinguere la linea d'ombra avanzare ricoprendo lentamente i crateri.
Starò all'incirca entrando nel garage sotterraneo del mio stabile. Sono sicura che fermerò l'auto davanti al gigantesco "23" che segna il mio posto, incassando definitivamente il paraurti nella carrozzeria. Cercherò la porta d'uscita toccando una ad una le colonne che mi separano all'unica fonte di luce che sarà la mia salvezza. 22, 21, 20, 19... fino alla 12, l'uscita per l'ascensore. Grande Otis risucchiami via da lì.

Alle 21,52 l'ombra si estende su tutto il disco lunare. Inizia la fase della totalità che durerà 76 minuti e nel corso della quale sarà interessante osservare le sfumature di colore assunte dal disco lunare oscurato.
Sarò già nella vasca, acqua bollente e sali al magnesio. Cercando di rilassarmi. Mani sullo stomaco indurito dalla tensione nel vano tentativo di un massaggio rilassante. Cercherò di pensare al sole più luminoso che ho mai visto, forse in India. E forse la mia testa volerà distante, almeno finché l'acqua sarà calda. Possibili vigliacchi attacchi di vomito.

Alle 00,12 c'è l'uscita completa dal cono d'ombra. Malgrado la permanenza nel cono di penombra, il disco lunare ha ormai recuperato quasi del tutto la sua brillantezza, tranne che nel bordo Est (in corrispondenza del Mare Crisium).
Sarà da più di un ora che me ne sto sul tappeto, avvolta in una coperta, le spalle
appoggiate sulle ginocchia piegate, aspettando. Vicino un bicchiere e una bottiglia di vodka rigata dalle lacrime del ricordo del freezer. L'orologio non vuole più che lo guardi per stasera. Non devo fare l'errore di toccare cibo. Durante l'eclisse di sole del 1999 peccai di superbia attaccando un irriverente vitel tonnè che divenne l'incubo perenne del mio bagno...

Alle 01,10, con l'uscita del disco lunare anche dal cono di penombra. L'eclisse è conclusa.
Ma il mio stomaco sarà ancora chiuso come la diga di Assuan e il senso di vertigine non sarà ancora del tutto svanito. Se riesco a strisciare fino al letto sono salva. Ricordarsi di prendere una nuova confezione di Maalox.

Posted by Marta at 11:55 AM | Comments (29) | TrackBack

April 22, 2004

La voglio!

chrysler-voyager.jpgAvete presente lo spot televisivo di Chrysler Voyager? Si, quel macchinone dove potete starci in nove ma generalmente chi ce l'ha è un single che gira da solo? E al massimo ci porta la sua M.B. Lo spot non è male, devo riconoscerlo.
Al passaggio di Voyager gli oggetti rimangono impressi con la sua immagine ed il segno indelebile si ritrova lungo tutto il percorso: su un palazzo a vetri, su una borsa di una donna ferma sul ciglio della strada e infine sulla parete a specchi della propria villa. Come dire che il Voyager contamina tutti i luoghi e gli oggetti a cui si avvicina, come un marchio indelebile.
La città credo sia Londra (ho lavorato 2 anni nella City e credo di non sbagliarmi) e il parco dove è stata girata la scena del laghetto credo sia lo stesso in cui sono state effettuate le riprese del film Gosford Park di Robert Altman.
Ma il punto è un altro: qual'è la borsa che tiene in mano la donna?
Me ne sono invaghita, la voglio!

Posted by Marta at 12:17 PM | Comments (12) | TrackBack

April 19, 2004

I treni sono silenziosi

Tornavo ieri sera dopo una serata trascorsa in chiacchiera a casa di un'amica.
Era da poco passata mezzanotte. Buio e umido si mescolavano nella campagna.
Non faceva per niente caldo, tuttaltro, ma giravo con il finestrino aperto, per annusare l'aria di questa strana primavera ancora con pochi odori.
Per fare prima avevo preso una breve strada sterrata e non mi stavo preoccupando degli stonk che ogni tanto qualche sasso faceva risuonare sul fondo della mia vecchia auto.
Stonk stonk solo stonk, visto che l'autoradio me l'hanno rubata qualche mese fa' ed ho così capito - grazie a quel bastardo - che in auto viaggi molto meglio se ascolti i rumori della strada.
Quando ho ripreso la strada maestra mi ero ormai abituata al rumore dei sassi sulla lamiera che il silenzio delle gomme sull'asfalto è stato ancora più fragoroso. Mentre pensavo all'asfalto annerito da questa notte senza luna, ho visto in lontananza cominciare a lampeggiare il semaforo rosso del passaggio a livello. Quanti minuti avevo per passare? Sarò stata a mille metri, forsi di più.
Stavo pensando se era il caso di accelerare, ma me la stavo prendendo comoda.
A trecento metri le sbarre hanno cominciato a muoversi - sdenk sdenk - (suonava anche una campana? non lo ricordo adesso) ma me la stavo prendendo comoda, no? così ho cominciato lentamente a pigiare il pedale di mezzo. Senza fretta, s'intende. La vettura si è fermata pigramente ben dopo lo stock delle sbarre sull'asfalto.
Stock! Stock! Uno stock non all'unisono, prima la sbarra della mia corsia e poi quella dell'altra.
Ho spento il motore.
Silenzio. Nessun'altra auto. Neanche una civetta sugli alberi vicini. Nulla.
Dopo un minuto ho smesso di concentrami su quel irreale silenzio e ho cominciato a pensare a quelle sbarre. Probabilmente erano fatte in alluminio. Sembravano leggere. E se fossi passata? Non c'era nessuno. Silenzio.
Quelle sbarre sembravano fatte apposta per essere attraversate. Pochi danni io,
pochi danni loro. Perchè non provare? Non avevo intenzioni suicide, in quel momento, nè prima avevo bevuto particolarmente. Un paio di birre, neanche da
rischiare il ritiro della patente. Eppure quell'idea mi sembrava in quel momento
naturale. Mi stava attraendo. E se fosse passato il treno mentre attraversavo i
binari? L'avrei sentito, diavolo, c'era un silenzio pazzesco! E un treno lo senti già da qualche chilometro prima, no? Bene, mi ero ormai convinta a mettere in atto la mia stupida ma impulsiva idea (per sicurezza avevo tirato giù anche il finestrino di destra) e stavo per girare la chiave di accensione che...
...Ffffrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!
I treni oggi sono silenziosi, diamnine!

Posted by Marta at 04:52 PM | Comments (10) | TrackBack