Vediamo ora se la simpatia verso gli integralismi (si sa quali) dei "nostri veri democratici" si manifesta verso tutti o solo verso quelli che sono connessi a sfegatati antiamericanismi.
Lo vedremo con Mel Gibson.
O forse l'integralismo cattolico è di destra quindi da condannare, mentre quello di sinistra è da esaltare, perchè è tutta cultura? ...
... Ma Mel Gibson sembra anche che abbia "insultato" gli ebrei.
Chissà che scompensi psico-politici interiori!!
Mi viene in mente quando, vicino a me anni fa ai "popolari", il napoletano abitante a Torino, tifoso sia della Juve, sia della squadra della sua città natale, mentre allo stadio si svolgeva Juve-Napoli, si scompensava totalmente perchè non sapeva per chi tifare. :)) Conclusione: non ha goduto.
Mi chiedo se non sarebbe corretto cambiare la definizione di «pacifisti» in «la maggioranza dei cittadini italiani contrari alla guerra». Mi chiedo, se è sensato e utile manifestare per la pace e penso, se il potere ogni volta ha un attacco isterico, allora deve essere anche più sensato e utile di quanto speravamo.
Mi chiedo se dopo che è stato dimostrato che l'Iraq non possedeva armi di sterminio, è più vile ritirarsi o è più vile accettare ogni menzogna e veleno di questa guerra.
Mi chiedo, se l'occupazione doveva riportare la pace in Iraq, perché si continua a morire più che in guerra. Se ciò è inevitabile, è frutto di incompetenza militare o è in parte pianificato.
Se l'Onu vuole esistere o continuare a lamentarsi che non esiste.
Se quello che dice il Papa sono gaffes.
Se tra i favorevoli alla guerra quanti sono onesti e convinti, quanti stanno soltanto dalla parte del più forte e quanti antimericani in più ci sarebbero stati se Saddam avesse vinto e fosse diventato il primo petroliere mondiale.
Mi chiedo perché c'è chi diventa pacifista solo quando sa che c'è la televisione a riprendere.
Mi chiedo se quelli che tirano sempre in ballo Hitler è perché temono un suo ritorno o perché rimpiangono i suoi metodi.
Mi chiedo se c'è già un rapporto sulle armi di sterminio di Prodi.
Mi chiedo perché Berlusconi non è ancora andato a Nassiriya e poi me lo spiego. Uno, che coraggio pretendete da uno che ha paura anche di affrontare Fassino? Due, sta aspettando la settimana prima delle elezioni. Tre, il caldo scioglie il fard.
Mi chiedo dove sono finiti Saddam Hussein, Osama e il mullah Omar e se sono già cominciati i provini per il nuovo Satana.
Mi chiedo dove trova tutti questi soldi Al Qaeda se ogni conto era stato bloccato, e come mai si fermano gli aerei per un passeggero sospetto e non si riesce a intercettare un solo carico di armi.
Mi chiedo perché è più facile trovare una tonnellata di esplosivo che un carciofo a buon prezzo.
Mi chiedo se quelli che ti dicono sottovoce che comunque una bomba sui treni a Madrid è un bel colpo contro l'America sono stupidi, sanguinari o ignoranti in geografia.
Mi chiedo quanti strateghi televisivi giocherebbero entusiasticamente coi soldatini e il plastico, se in studio ci fossero i parenti dei soldati.
Mi chiedo se quando andrò a votare, voterò per il nuovo parlamento o per un rinnovo di consiglio aziendale.
Se dopo il voto resterò un cittadino sia nella maggioranza sia nella minoranza.
Se adesso che la Fininvest si è salvata dai debiti scenderanno in campo anche la Tim, la Fiat e il campionato di calcio. Il Bingo sappiamo già che si presenterà.
Se un premier che ha mandato Previti a corrompere i giudici tra tre anni deve ripresentarsi alle urne o al commissariato.
Se un premier che controlla il novanta per cento dell'informazione strilla contro il restante dieci per cento, che bella opinione ha della verità delle sue idee.
Mi chiedo se la sinistra istituzionale comincerà a chiamare le cose col suo nome una settimana prima delle elezioni, oppure la settimana dopo, o mai.
Se non si parla più delle Pidue perché ormai è tutta al governo o perché non è più di moda.
Mi chiedo, avendo quasi cento parlamentari la fedina penale sporca, se non sarebbe meglio sostituire l'obsoleto termine di onorevole col moderno termine di riciclabile. Il riciclabile Dell'Utri, parlando con il riciclabile Pomicino.
Mi chiedo perché la sinistra non ha il coraggio di togliere dalla liste persone che hanno la fedina penale sporca. Mi chiedo perché nessuno parla delle tangenti di Tanzi.
Mi chiedo a chi serve pensare che la magistratura è un monolito e non un istituzione complessa e contradditoria, fatta di toghe rosse, subumani antropologicamente inferiori, collusi con la mafia, corrotti , piduisti, e uomini onesti che rischiano la vita.
Mi chiedo perché ogni giorno qualcuno mi dice che Sofri sta per uscire, e Sofri è sempre dentro.
Mi chiedo perché i banchieri hanno problemi cardiaci al momento dell'arresto e gli extracomunitari mai.
Mi chiedo perché dopo cinquant'anni di stragi senza un colpevole né sinistra né destra vogliono aprire i dossier segreti. Se è perché ci ritengono poco maturi o troppo maturi per giudicare.
Mi chiedo quando vado in banca se sto consegnando i miei risparmi a una grande mamma premurosa o sto finanziando qualche bancarottiere.
Mi chiedo se di questi tempi ha senso parlare di cultura e rispondo sì, perché questo governo ha una paura fottuta di ogni forma di intelligenza.
Mi chiedo se Goebbles avrebbe detto «quando sento la parola cultura metto mano al telecomando».
Mi chiedo perché nessuno dice che la televisione sta perdendo ascolto e i libri e le biblioteche resistono benissimo.
Mi chiedo perché siamo l'unica televisione in Europa che non ha una vera trasmissione per i libri.
Mi chiedo: se Vespa è il primo piano, chissà che schifo è il pianterreno.
Mi chiedo se è Baget Bozzo ad aver ispirato Jabba di Guerre Stellari, o viceversa.
Mi chiedo come fanno i ragazzi a essere se stessi se la riforma scolastica gli viene presentata da due cyborg liftati, patinati e cotonati come Silvio e Letizia.
Mi chiedo se la società Autostrade dà un Viacard per due mesi agli automobilisti rimasti bloccati per ore nella neve, se li sta prendendo per il culo o sta cercando di dargli il colpo di grazia.
Mi chiedo se faranno prima il ponte di Messina o la bretella di Mestre.
Mi chiedo quando rifaranno un cellulare che serve solo per telefonare.
Mi chiedo se i cortei per la pace sono più veloci o io sono diventato più vecchio.
Mi chiedo cosa avrebbe scritto oggi Luigi Pintor.
Mi chiedo quanto continueremo a definire anomalo un clima ormai normalmente disastroso.
Mi chiedo se un documento di settecento grandi scienziati che prevede il collasso della terra entro cinquant'anni è meno importante di un pieno di benzina.
Mi chiedo se dobbiamo clonare gli uomini o migliorare i prototipi.
Se non sarebbe meglio ammettere che non esiste un Dio ma tante idee di Dio, non un terrorismo ma cento terrorismi, e che ogni guerra è diversa dall'altra, ma abbiamo un mondo solo.
Mi chiedo se il decimo pianeta recentemente scoperto, non sia quello pronto a sostituirci.
-liberamente arraffato da Stefano Benni-
Io non ho visto studenti nè di università americane, nè italiane, nè tantomeno girotondi per le centinaia di migliaia di morti nel Tibet (che strana la vita). Andate a..
TIBET - CINA Il genocidio del popolo tibetano
di Bernardo Cervellera
La settimana scorsa le truppe cinesi in Tibet hanno lanciato un’operazione chiamata “Himalaya 03” per combattere il terrorismo allineato con il leader spirituale dei buddisti tibetani. L’esercitazione includeva schemi per sopprimere manifestazioni, cattura di rapitori, liberazione di ostaggi, affronto di esplosioni e attacchi di armi chimiche. Secondo un quotidiano tibetano, “il Dalai Lama sostiene l’infiltrazione [di potenze straniere occidentali] e violenti attività terroristiche”.
In realtà i 2,4 milioni di tibetani che si trovano ancora in Tibet (nella Regione Autonoma Tibetana, come si dice in Cina), soffrono di uno spaventoso genocidio .
L’occupazione militare che dal 1950 , è divenuta distruzione sistematica durante la Rivoluzione culturale: oltre 2 mila monasteri sono stati fatti saltare. Oggi, alla presenza di almeno 100 mila truppe cinesi, l’occupazione è soprattutto economica, politica, culturale.
Essa avviene attraverso il turismo, che porta stili di vita diversi da quelli della tradizione: edifici moderni, alberghi a 5 stelle, prostitute, karaoke, negozi. Per far largo alla nuova economia sono stati distrutti molti palazzi e monasteri antichi. La Cina predica che lo sviluppo economico serve a migliorare la situazione tibetana e si vanta di aver stanziato 90 miliardi di yuan in 5 anni (circa 11 miliardi di euro). Ma tutti questi investimenti vanno a beneficiare soprattutto i cinesi che sono emigrati dalle altre regioni della Cina. In tutti questi anni Pechino ha sempre offerto loro incentivi quali permessi di residenza, licenze per negozi, ecc. In più, l’obbligo di usare la lingua mandarina e la tradizionale bravura cinese nel commercio hanno emarginato sempre più dalla nuova economia i tibetani che sono ridotti a lavorare nelle campagne dell’alto plateau o fanno vita da migrante nelle città di Lhasa e Shigatze, le due città più grandi del Tibet, offrendosi come manodopera senza specializzazione. Le cifre ufficiali dicono che vi sono 150 mila cinesi in Tibet, ma questi non comprendono gli immigrati stagionali e la popolazione militare.
Nelle scuole si studia e si apprende il mandarino e vi è la proibizione di studiare la cultura, la lingua e la religione tibetana prima dei 18 anni. I giovani che vogliono diventare monaci devono accettare le direttive e la politica religiosa della Cina in Tibet. È proibito esporre foto del Dalai Lama o cantare canti che inneggiano alla libertà del Tibet.
In tutti questi anni, la colonizzazione è andata di pari passo con la repressione. Nell’89, pochi mesi prima del massacro di Tiananmen, una rivolta per l’indipendenza, è stata sedata nel sangue. La legge marziale era stata applicata dall’attuale presidente e segretario del partito Comunista Cinese, Hu Jintao.
In seguito molti monaci sono stati arrestati. L’organizzazione Human Rights Watch, nel ’93 ha stilato una lista di oltre 300 monaci e monache tibetane imprigionati. Decine di loro sono morti in prigione per violenze e torture.
Nel ‘95 è stata lanciata una campagna di controllo del buddismo in Tibet. Essa prevede il blocco delle costruzioni di nuovi templi, il blocco delle nuove vocazioni, l’espulsione di lama da monasteri troppo numerosi, la promozione di monaci patriottici.
Nel maggio ’95 il Dalai Lama, dal suo esilio, riconosce il piccolo Gedhun Choekyi Nyima come 11mo Panche Lama. Pechino, frustrato dall’influenza e dal rispetto di cui il Dalai Lama è ancora oggetto, sequestra il bambino e la sua famiglia, e designa un altro bambino come reincarnazione del Panchen Lama.
Il sogno della Cina è che, con la morte del Dalai Lama, scompaia anche ogni pretesa autonomista del Tibet. Ma intanto molti buddisti lavorano per l’indipendenza accettando piuttosto la prigione e la morte. Secondo fonti tibetane, attualmente vi sono almeno 170 monaci e monache in prigione. Negli ultimi tempi, molti tibetani in esilio sono divenuti impazienti e vorrebbero impegnarsi in una lotta armata e violenta contro il regime cinese. Pechino, data la sua centralità per l’economia mondiale, riesce a isolare l’irredentismo, trovando appoggio in molti stati fra cui l’India, la Sud Corea, e molti paesi dell’unione europea. Ma l’inquietudine rimane.
Pensa prima di parlare! O informati!
In ospedale si fanno ANCHE turni pomeridiani dalle 14 alle 20, cui segue spesso anche la reperibilirà notturna da casa (pagata circa 27.000 "LORDE". Informati quanto becca un tecnico reperibile dell'ENEL o TELECOM senza fare un cazzo) con notti quasi sempre insonni o sonno a singhiozzo interrotto almeno 3-4 volte di media: i turni attivi di notte non si fanno perchè altrimenti si starebbe a casa per legge il giorno dopo e, mancando personale, non si può: personale mal distribuito, vorrei fare un indagine al centro sud per divertirmi e incazzarmi, ma quì la scienza sfocia nella politica, ma quella tosta da guerra civile!) E questo 7 volte al mese che diventano 10 quando il collega è in ferie. Per non parlare del fattoche se il collega è in ferie, dopo il turno 14-20 (mentre qualche mattina, se permetti, posso collegarmi in internet) e la reperibilità notturna con 4 chiamate, devo anche farmi la mattina successiva da solo dalla 8 alle 15 (fa' tu la somma delle ore consecutive in servizio).
E, di pomeriggio, assonnato, trovo anche il furbetto che mi fa la risatina da cazzo! o il paziente nevrotico che mi denuncia.
Ti basta come risposta o vuoi qualcos'altro?
Il mio intervento ere suggerito dal fatto che troppi inutili interventi politici venivano postati (andate nei newsgruo politici, vi divertite di più a questo punto!) e quindi io mi ero rotto a leggere sempre le stesse menate condite con la stessa ironia. Secondo me non servono a un bel nulla, a meno che non facciate politica in prima persona (ma a questa osservazione nessuno ha risposto). Io non mi arricchisco per nulla con i vostri interventi, non ci traggo nessun vantaggio nè economico, nè spirituale. Quindi ritenevo fosse meglio parlare ANCHE d'altro.
In ogni caso visto l'affermazione demenzial - marxista (sottolineata e in grassetto): "Quindi è meglio parlare di cultura, musica, letteratura, pittura, scultura, cinema, teatro, poesia, astronomia, geofisica, scienze, sesso, psicologia, filosofia, sport": ma tutte sono politica. , io non intervengo più. E affermo che dove l'arte vuol fare storia, politica, rivoluzione, sociologia, autobiografia, non è arte, ma MERDA.
"...Ma tutte sono politica...": INFATTI:
La VI sinfonia di Beethoven è sicuramente di destra: infatti l'ambiente bucolico, oltretutto reso in immagini da quello schifoso capitalista di Walt Dysney, stimola la lotta di classe perchè le "Bucoliche" si studiano al liceo classico e non "all'avviamento professionale"
Il ritratto di "Dorin Gray" è sicuramente di sinistra perchè essendo l'autore gay, i gay sono protetti e compresi più da bertinotti che da berlusconi.
" My funny Valentine" è un pezzo schifosamente politico, non parliamo poi del "Suonatore Jones" di F.De Andrè.
"La Divina Commedia" è da leggere in parlamento (tranne i pezzi di politica dantesca che fanno proprio pena")
La "pietà" di Michelangelo è stata sicuramente ispirata dalla politica, infatti è uno schiaffo idolatra verso i musulmani, finchè gli stessi non ce la distruggeranno fisicamente, dopo aver loro costruito numerose moschee.
Fellini è politica
Shakespeare è politica
l'Odissea è politica allo stato acquoso
etc, etc, etc, ettcccì (starnuto da allergia)
Politica allo stato puro, distillato, è anche il problema metafisico della filosofia
Poi, il massimo, è la politica nell'astrologia, geofisica, scienze, sesso, sport:
astrologia: quegli stronzi di Americani che vanno su Marte
scienze: quegli stronzi di amricani che clonano le melanzane
scienze in generale: quel trapianto di cuore politico è stato un disatro
geofisica: quegli stronzi di americani che si fottono il petrolio
sport: Quella meravigliosa squadra da pallacanestro dello splendido "sinistro" Benetton (pieno di miliardi, che fa vestiti per tutti, sfruttando i bambini del sud est asiatico) ma è un buon uomo perchè è di sinistra, anche Cristo era social comunista.
La politica nel sesso poi è il massimo: (mi sa che non si scopa tanto bene) sesso = femminismo = mussolini = chiesa cattolica = DC = PDS = PLI PLO PLA PLU...
ahi ahi ahi: ànthropos politicòn zoòn = àntrhropos politicòn c..òn
.... e su tutto la risatina di Monna Lisa che sogghigna e compatisce dalla sua cornice.
Salve ragazzi, divertitevi coi vostri post"riboli" e con le vostre masturb"azioni". Io mi sono rotto. C'è di meglio, anche in internet.
«Il voto ad personam della destra parlamentare contro Adriano Sofri mostra chiaramente il carattere cialtrone della coalizione che governa questo paese. I suoi partiti, la maggioranza dei suoi deputati, il suo leader Silvio Berlusconi, uno che sa distrarsi come pochi altri quando non si tratti degli affari suoi, hanno dato una prova miserabile». Inizia così l'editoriale di domani di Ferrara. «Berlusconi aveva detto e scritto in coscienza, e si tratta della vita di un uomo e di un caso civile di evidente valore, che ’sono maturi i tempi per la grazia a Sofri’. Da un anno e mezzo - prosegue il direttorio del Foglio - si è fatto prendere in giro da un manipolo di vecchi missini riciclati e dal capociurma delle tifoserie varesotte della Lega, e dopo avere ceduto a questi inflessibili garantisti, a questi combattenti strenui per la libertà e il diritto, ma solo in casa propria e a proprio vantaggio, dopo aver rinunciato a esercitare dignitosamente le sue prerogative di guida, ha pensato bene di dare lo squillo di tromba della ritirata: il Cav. non vuole grane prima delle elezioni, e la legge Boato vada a farsi fottere, e con la legge tutto, coscienza personale e ragionevolezza politica e civile di una soluzione umanitaria alla quale si frapponeva solo l’idiosincrasia per gli intellettuali del burocrate che fa le funzioni di Guardasigilli e di quattro mozzorecchi forcaioli».
Così Giuliano Ferrara. Non ho idee precise sul "caso Sofri" (o meglio, non ho voglia di parlarne).
Mi chiedo solo se questa sarà la solita pantomima, o se davvero Ferrara lascia il Cavaliere.
Però uno che cita, pur se in mezzo a tante sciocchezze, Gaber e De Andrè, deve per forza avere qualcosa di buono dentro, visto che mi induce a sognare....
Dedicata a don Alberto Khoraiche
singolare e straordinario prete nipote del patriarca maronita del Libano
conosciuto a Roma all'epoca di codesto album che definiva bellissimo
e morto a Beirut falciato da una sventagliata di mitra.
Era uno che anche senza volerlo e senza accorgersene faceva politica.
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata a farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non splalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure
a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non son riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
ti regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carezza dell'amore
era facile ormai
non sei riuscita a combiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continueri ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amre per amore
o per avercelo garantito
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
Te lo do io Giorgio Gaber, e intanto ti accontento subito parlando di sesso nel senso che tu che devi essere o un sublime cazzeggiatore oppure un comune cazzone visto il frullato di contraddizioni che ti gira per la testa.
"Quindi è meglio parlare di cultura, musica, letteratura, pittura, scultura, cinema, teatro, poesia, astronomia, geofisica, scienze, sesso, psicologia, filosofia, sport": ma tutte sono politica.
E se parlassimo di giustizia: hanno visto Castelli saltare ritmando"Chi non salta, italiano è": bene.
A proposito di saltare, parliamo di Spagna, oppure di Marocco, sono casa nostra mi pare, mica una lontana, esotica e fantastica Bagdad, culla della fiabe che leggevamo da bambini: ma non si può, è politica.
Oppure vuoi parlare di scuola, ho vitso ieri i programmi futuri della scuola che frequenterà mio figlio: una meraviglia, benissimo; ma accidenti è politica anche questa.
O se preferisci parliamo di sanità dove un mio parente preso tardi e male da un arresto cardiaco si è giocato mezzo cervello: ma hai ragione non parliamo di politica.
Oppure parliamo di tutte le aziende che non battono un chiodo, sono stato stasera dai sindacati e non ti dico che aria tira, molto meglio non fare politica in questa sede, hai ragione, basta.
Oppure parliamo pure di Ipaq, ma non nel senso di quei cretini che ci si fanno i pipponi ma di quelli che servirebbero in ospedale, collegati a sistemi di rete senza fili per vedere (in unità coronarica ad esempio) al volo la cartella clinica di un paziente: ma hai ragione forse è politica anche questo.
Allora parliamo di forestieri, anzi di tutti quei extracomunitari che popolano il mio quartiere: forme letterarie e antiquate? Mi pare bestemmino con più vigore e padronanza degli indigeni, ti invito a fare un giro con me a piedi: ma forse è politica anche questa, meglio lasciar perdere.
La severità è un antibiotico contro la cialtroneria: bene, da chi e con quale dose cominciamo, direi di partire da me che sono un incontinente rompiballe, e anche te ne dovresti assumere dosi massicce insieme a quel cretino di Zoroastro del commento idiota di cui avrei piacere di conoscere il pusher per capire quali sostanze assuma: ma senza accorgermene mi rendo conto di stare scivolando di nuovo in politica, meglio cambiare argomento.
Parliamo allora di matrimoni prolungati e scarso sesso, non vedo come possa interessarti .....(visto che sei di buon umore)
Ma hai di sicuro ragione quando proponi una poesia, forse non ci rimane altro.
Ma è possibile che qui si parli praticamente sempre di politica? Oltre tutto interventi scontati, un po' da osteria mentre si fanno 4 mani da tresette davanti a milaninter. Interventucoli inutili che non cambiano nè le opinioni, nè il mondo. La politica non arricchisce l'uomo nè lo rende degno della famosa frase: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e conoscenza". Tutti questi interventi di sapore politico dimostrano solo che l'integrazione al Sistema colpisce tutti, anche coloro che, con ironia, sarcasmo e distacco da fighetti, amano criticare e basta. E' come se un enorme spot pubblicitario avesse ottenuto il massimo risultato anche su coloro ai quali la pubblicità sta sulle palle. La politica oramai è un enorme gossip inconcludente. Si discute senza avere basi certe. Quindi è meglio cambiare discorso, PER SEMPRE, e parlare d'altro. Caso mai, come dice un famosa canzone di Giorgio Gaber, il mondo si cambia nelle piazze e non nelle case dove noi ci nascondiamo, e tanto meno chiusi in un "blog" o "blob" a sua volta chiuso in una casa, anzi in varie case.
Perchè tutti quelli che parlano di politica qui con una certa frequenza non li vedo nelle piazze o non si fanno promotori di manifestazioni contro questo o quello? Anche per vedere se poi "storia di un impiegato 2" finisce diversamente da quello 1 di F. De Andrè.
Quindi è meglio parlare di cultura, musica, letteratura, pittura, scultura, cinema, teatro, poesia, astronomia, geofisica, scienze, sesso, psicologia, filosofia, sport ecc. (tutte cose sane che fanno bene alla salute e contribuiscono alla nostra felicità e al nostro buon umore) ma NON DI POLITICA, che è "merda che fa cagare".
Apro una discussione su queste frasi:
1. L'IPAQ pocket pc è come il cervello, tutti ce l'hanno, ma bisogna saper farlo funzionare ed usarlo al massimo.
2. E' provato che forestieri e analfabeti prediligono, delle lingue letterarie, i termini e le forme antiquate.
3. La severità è un antibiotico contro la cialtroneria
4. Più a lungo dura un matrimonio, più a lungo si può stare senza fare sesso.
5. NUBI
Non vi sarà mai cosa che non sia
una nube. Lo son le cattedrali
di vasta pietra e di bibliche vetrate
che il tempo spianerà. Lo è l'Odissea,
che cambia come il mare. Se la riapri
sempre cambia qualcosa. Anche il riflesso
del tuo viso è già un altro nello specchio
ed il giorno è un dubbioso labirinto,
Siamo chi se ne va. La numerosa
nuvola che si disfa all' occidente
è nostra effigie. Incessantemente
la rosa si tramuta in altra rosa.
Sei nuvola, sei mare, sei l'oblio.
Sei anche tutto quello che hai smarrito.
JLB
asta la vista e asta sempre in sù
Pare che a causa del malore di ieri, il senatore Bossi abbia perso conoscenza.
La novità deve essere il malore.
Dipenderà tutto dall'estro del momento.
Vedere stasera il clown a Porta a porta.
Bisognerà trovarsi in un tale stato di depressione da non poter contare per tirarsi fuori neanche sulla cromoterapia dei pullover di Crepet.
E arrivare così a decidere che vedere lo show del presidente potrebbe essere l'unica via di fuga.
Parlerà di scuola, mi pare d'aver capito. C'è anche la ministra, no?
Se l'altra volta, occupandosi di inflazione ha parlato di sua madre (massaia), stavolta parlerà di sicuro dei suoi figli (imprenditori).
Ripeto, bisognerà essere molto giù per seguire questo Porta a porta.
Dirà che è padre di cinque figli e quindi chi più di lui può conoscere i problemi dei giovani? E siccome conosce anche i problemi degli amici dei suoi figli, ha un tale campione statistico da rasentare la certezza.
Mannhaimer stia zitto! Ma probabilmente nemmeno ci sarà, perchè quando c'è il presidente diventa inutile.
Dirà che quasi tutti (i suoi figli) sono o stanno per diventare imprenditori.
Quindi, i giovani devono essere imprenditori di sè stessi.
Immagino che sarà più o meno questo il plot dello show.
Non so invece se anche stavolta tirerà fuori il concetto di "percezione". Con l'inflazione è stato superbo. Ho provato a usare lo stesso espediente in banca, quando il direttore mi ha chiamato per dirmi che stavo un po' sconfinando. Gli ho detto che la sua "percezione" era sbagliata, perché il saldo reale era ben diverso. Ma non ha funzionato.
Parlerà di informatica, di internet, delle lingue straniere.
E intanto sarò al quinto Lucano. E dovrò nascondere il telecomando.
E non potrò non pensare che sono scappato dalla scuola in tempo.
Torno su un argomento che mi pare sia apparso fra i primi post di questo blog.
Il sesso e il cibo sono tra i piaceri più belli e più intensi della vita. Si potrebbero citare centinaia di campagne pubblicitarie che utilizzano il richiamo sessuale e quello gastronomico per attirare i consumatori. Non è un caso che le più grosse agenzie pubblicitarie del mondo utilizzino spesso questi due desideri per promuovere i prodotti dei propri clienti. Ricordate, solo per citare un esempio, la pubblicità di quella nota marca di un formaggio che si gustava leccandolo su un dito? L’azienda realizzò fatturati altissimi grazie a quello spot. Il messaggio era talmente ovvio da scatenare immediatamente le fantasie erotiche degli italiani.
Ma che cosa hanno in comune esattamente il sesso e il cibo? Semplice: il rapporto orale. Gli antichi Romani erano maestri nel combinare insieme il sesso ed il cibo e durante le orge accadeva, infatti, di tutto. Spesso i Romani addestravano le mogli al sesso orale cospargendosi il genitali di vari alimenti quali ad esempio il latte, il miele, il succo d’uva e il vino.
Da allora non è cambiato nulla, solo gli ingredienti. Ciò che eccita particolarmente è, infatti, l’accostamento di alcuni sapori e colori. Il latte condensato, o la panna montata, sono senza dubbio tra i più favoriti, ma anche giocare con nutella, miele e burro non è poi così male! Alcuni aromi aumentano il desiderio sessuale e a volte aiutano ad avvicinarsi al sesso orale arricchendone l’eccitazione. Anche cucinare insieme, magari senza troppi vestiti addosso, assaggiando stuzzicanti sapori… non si può resistere. Immaginate una ragazza vestita con un grembiule tipicamente da cucina, disegni di peperoni, cetrioli, banane e sotto nient'altro (e sottolineo nient'altro). Prepara qualcosa e mentre agita il cucchiaio di legno nella scodella i suoi seni si agitano sincronicamente aggiungendo bontà a chissà quale leccornia mentre il mestolo, tenuto tra le sue manine, amalgama. Credo sia eccitante anche a livello visivo, così come osservare le labbra di una donna "sporche" di latte, o gustare un acino d’uva, una fragola o dell’anans mentre si fa l’amore, magari in particolari posizioni. Insomma perché non lasciarsi prendere in tutti i sensi, rapiti in un vortice di sapori, odori, vapori e nudità che ci renda schiavi e padroni nello stesso tempo?!
Giovanni: Ragazzi... mi sono fatto la connessione superveloce adsl... navigo veloce come un patagarro morso da una pantegana!!
Aldo: Ma perché si dice navigare? Cioè, mica andiamo in barca, no?
Giacomo: Ma che barca!! E' Internet, deficiente!
Aldo: Ah, menomale, altrimenti mi si ripropone la pasta cu' le
melenzane...
Giovanni: Ma sono solo le 11 di mattina, mica avrai fatto colazione con... vieni qui... fa' sentire un po' l'alito?
Aldo: ...Ahhhhhhhhh
Giovanni & Giacomo: Uuugh!
Aldo: Madre, però solo a sentire parlare di navigazione mi tornano su le melenzane...
Giacomo: No! No! Rilassati! Guarda qui, guarda che bello, tutto azzurro... rilassati...
Aldo: Appunto... tutto azzurro... come il mare... navigare... melenzane...
Giovanni: Và che ti do una craniata... non si va per mare, siamo su internet, quello è un blog...
Giacomo: Un che?
Aldo: Ha detto che è un blob...
Giovanni: Non un blob, deficiente... un BLOG...
Giacomo: Chi??
Aldo: Miiii ma sei sordo?? BLOG! Bi elle ooooo g... blooooooooooooog!
Giovanni: Be', però, tutto azzurro così... sarà mica un sito di Forza Italia?
Aldo: Infatti vedi, che glielo diceva pure quello lì...
Giacomo: Dove?
Aldo: Come dove?! Semmai chi, che cosa, ma non dove, che domanda è "dove"? Miiii sei proprio una pianta grassa!
Giacomo: Ah, io... perché tu che mangi le melenzane a colazione, invece...
[dopo un paio d'ore di navigazione...]
Giovanni: Toh, guarda, il sito di Marcella Bella...
Giacomo: Ma è ancora viva?
Giovanni: Com'è che si va al forum qui?
Aldo: Forum? E' su retequattro...
Giovanni: Ma sei deficiente... il forum, il gruppo di discussione dei fans... leggiamo un po' che dicono...
Aldo: Miiiiiiiii non ci pozzo creedereee!! Un'altra volta il
globbetrotter di prima!
Giacomo: Aldo, si dice blogger, e comunque "globe" è con una "b" sola...
Giovanni: Eh, ma lui rinforza gli argini così non debordano le
melenzane...
Aldo: Oddio... *blurb*
Giovanni & Giacomo: NOOOOOOOOOOO!!!
Altro che quell'idiota che si era impuntato con la storia del crocifisso.
A me danno fastidio i crocifissi della Ventura. Quelli di Dolce & Gabbana.
Sarà perché detesto anche i vestiti di D&G indossati dalla tettona.
Come odio qualunque cosa di D&G. E più semplicemente D&G.
Ma come mai stavolta i vescovi non insorgono per una rimozione di questi crocefissi? Nessun tribunale interviene?
Ah, mi aspetto un Tonini che affermi stizzito:
"Rimango stupefatto, senza parole. Come si fa ad ordinare la rimozione dalle tette della Ventura del crocifisso, che è il simbolo dei valori di fondo del nostro paese? Con questa sentenza si offende la maggioranza del popolo italiano ed anche lo spirito della costituzione".
Forse neanche Marco Rizzo stavolta sarebbe d'accordo sulla rimozione, almeno da come se la godeva ieri sera al dopo festival con La Russa.
Rimozione. Rimozione.