February 29, 2004

Ma l'Italia ama le cicale o le formiche?

Visto che il tentativo di alleggerimento svolto a 1/2 cazzeggio, non vi ha smosso più di tanto, beccatevi l'articolo di Pansa, che se avessi soldi farei stampare a spese mie per tappezzarne le città.

IL CASO
Quando l'Italia
scoprì l'antipoltica
di GIAMPAOLO PANSA


Il cappio del leghista Orsenigo

Quando Silvio Berlusconi ha sbraitato contro i politici di professione
che rubano e si fanno le ville al mare, la casa in montagna e pure la
barca, mi sono detto che questa invettiva l'avevo già sentita. Ma dove e
da chi? Poi la memoria mi ha riportato a un giorno di sedici anni fa, il
15 luglio 1987. All'Eur di Roma era stata convocata l'Assemblea
nazionale socialista. Nel Psi avevano visto levarsi una ventata
passeggera di moralismo. E Craxi aveva promesso di ripulire il partito
non con la scopa, bensì con la spada.

All'inizio della seduta pomeridiana del 15 luglio, venne data la parola
a Enzo Mattina, 47 anni, di Buonabitacolo (Salerno), già segretario
confederale della Uil e in quel momento deputato europeo. Di fronte a
una sala vuota, presenti soltanto qualche sentinella delle agenzie e un
paio di inviati, compreso il sottoscritto, Mattina si abbandonò a uno
sfogo accorato e furente.

Rivolto alla sedia vuota di Craxi, Mattina disse: "Caro Bettino, se non
vogliamo soltanto fare delle parole, dobbiamo affrontare la questione
morale prima di tutto dentro il nostro partito".

Poi aggiunse: "Diamo un'occhiata alle denunce dei redditi di molti
nostri compagni, parlamentari e dirigenti. Con i redditi che vengono
dichiarati, al massimo si mantiene una buona casa di livello
medio-basso. Invece che cosa vediamo? Vediamo molti quadri del partito
con case lussuose, magari pacchiane, ma lussuose. Con yacht da centinaia
di milioni. Con ville al mare, ville in montagna, ville in collina. Con
apparati personali costosissimi. Che cosa dobbiamo concludere? Che siamo
tutti ereditieri? Che abbiamo sposato tutti mogli ricche? Ma è possibile
che tutte le ragazze ricche sposino dirigenti di partito?".
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Non ricordo più se Mattina disse "di partito" o "del nostro partito". Ma
la sostanza non cambiava. Era antipolitica, quella? O invece, come
penso, la denuncia onesta di un cancro che aveva già cominciato a
divorare il terzo partito italiano e non da solo? La nomenklatura del
Psi alzò le spalle davanti all'intemerata, parole in libertà, aria tra i
paracarri e basta. E poi chi era, questo Mattina? Un sindacalista
demagogo.

Un principiante che non conosceva l'Abc della politica. Un qualunquista.
Un sabotatore del Garofano, che pure l'aveva mandato al Parlamento
europeo. Che invece di parlare di programmi, di leggi, di meriti e
bisogni, diffamava i compagni. Soprattutto quelli cresciuti nelle
trincee fangose delle sezioni, del tesseramento, delle competizioni
elettorali. Insomma, i benemeriti professionisti del partitismo.
Quelli di cui Craxi diceva: "Il più stupido di loro sa suonare il
violino con i piedi" .

Passò del tempo. E dentro il Psi si continuò a trattare come cani in
chiesa quei pochi compagni che chiedevano pulizia e moralità. Voglio
ricordarne uno, di seconda fila: Pino Cova, già segretario della Cgil a
Milano, poi consigliere comunale, supporter di quel galantuomo di
Giorgio Ruffolo.

Insisteva di continuo sull'onestà politica, sulle mani nette. Così, a un
certo punto, Paolo Pillitteri, cognato di Bettino e sindaco di Milano,
cominciò a sbeffeggiarlo chiamandolo "Mastrolindo" .

Poi, nel febbraio 1992, quasi cinque anni dopo l'urlo di Mattina,
cominciò il terremoto di Mani Pulite. A Milano cadde il Muro di Bettino,
ossia il sistema di potere imperniato sulla Sacra Famiglia, come gli
stessi socialisti definivano il giro craxiano. Quindi pure la Balena
Bianca democristiana s'incagliò nelle secche di San Vittore. Infine
toccò al Pds ambrosiano. E uno sconvolto Achille Occhetto si precipitò a
Milano per convincere i compagni che lui non sapeva niente di niente.

Bettino Craxi


Mani pulite fu tante cose, tutte positive. E fu anche, per quel tempo,
l'espressione massima dell'antipolitica. Intendo la spinta contraria
all'unica politica che allora esisteva e contava: quella sfornata dai
partiti della Prima Repubblica. Niente girotondi. Niente Internet. Quasi
niente associazioni di oppositori dell'andazzo imperante (a Milano
ricordo soltanto "Società civile" di Nando dalla Chiesa). Zero
no-global. Zero marce di liberi pensatori. Ma il troppo del partitismo
aveva stroppiato. L'italiano qualunque era pieno di rabbia contro i
professionisti della politica. Anche contro quelli onesti che non
avevano il coraggio di denunciare i vicini di banco corrotti. E i
procuratori della Repubblica apparvero gli angeli vendicatori della
gente, come si disse poi, vessata dall'arroganza e dalla voracità di
tanti don Rodrigo annidati nel sistema repubblicano.

In quel mare infuriato inzupparono il pane anche parrocchie politiche
che oggi rognano nel sentire il Berlusconi moraleggiante. Il 13 maggio
1992, giorno d'inizio delle votazioni per il nuovo presidente della
Repubblica, in piazza Montecitorio i Verdi lanciarono mazzette di
centomila lire, fotocopiate. Una di queste centrò in pieno il dc Arnaldo
Forlani, tirato e livido, con un grugno da museo delle cere. Sulla
facciata della Camera troneggiava un cartello affisso dal missino
Filippo Berselli, da Bologna: "San Vittore" . Poi, dentro il palazzo,
apparvero le prime manette.

Erano manette vere, ridipinte di nero. Le portava alla cintura un altro
deputato missino, Carlo Tassi, da Piacenza. Il Tassi si presentava
sempre alla Camera vestito come i suoi antenati nel ventennio: sahariana
nera, camicia nera, cravatta nera, brache nere. Adesso la divisa era
integrata dall'optional dei ferri carcerari. Queste manette il Tassi le
esibiva. Le faceva tintinnare.
Le esponeva, luccicanti, al sole di maggio nel corridoio dei Passi
Perduti. Ma le manette le aveva portate anche un deputato verde, Stefano
Apuzzo, da Napoli. Lui le scaraventò sullo scranno di un allibito
Pillitteri.
In quei giorni, l'antipolitica in piazza si materializzò a Milano nei
primi cortei pro-Mani Pulite. Trionfò subito una canzonaccia, dedicata
al giovane Bobo Craxi, sull'aria di un vecchio motivo, "Ma Pippo Pippo
non lo sa" .

Faceva cosi: "Ma Bobo Bobo non lo sa / che Mario Chiesa ruba in tutta la
città / Ruba di qui / ruba di là / e porta tutto al suo papà!" . In
attesa del nuovo presidente della Repubblica, il Transatlantico risuonò
di altri slogan scanditi in quel corteo ambrosiano: "Trussardi / disegna
/ la collezione / per i compagni / che stanno in prigione" , "Sono
finiti / i Ceausescu in Romania, / finiranno / i Craxi in Lombardia" .
Infine arrivò l'anno del cappio. Fu un'invenzione del partito che allora
esprimeva il massimo dell'antipolitica: la Lega di Umberto Bossi. Il 16
marzo 1993 lo espose nell'aula di Montecitorio un deputato leghista. Era
Luca Leoni Orsenigo, da Cantù, 31 anni, un marcantonio che in quel di
Merone aveva un negozio di attrezzature per la ricetrasmissione. Cappio
vero. Da forca in piazza. Di corda robusta. Urla di reazione. Rissa.
Rabbia del presidente della Camera, Giorgio Napolitano. Il capogruppo
leghista, Marco Formentini, incitava a gridare: "Mafia, mafia, mafia!" .
Poi i deputati della Lega uscirono dall'aula formando un trenino,
soffiante scherno e improperi.

Trascorse un anno e mezzo. Berlusconi scese in politica. E trovò, belli
come il sole e pronti all'incontro, proprio i missini delle manette e i
leghisti del cappio. La campagna elettorale 1994 del Cavaliere fu
giocata tutta sull'antipolitica. Sua Emittenza presentò se stesso come
l'esatto contrario dei figuranti espressi dal partitismo. L'uomo del
fare. L'imprenditore vincente. L'italiano che aveva inventato la tivù
commerciale.
Il presidente del Milan campionissimo.

Gli avversari erano dei paria da rifiutare. Anche nei faccia-a-faccia
elettorali. Il 9 marzo 1994, giorno del suo primo tour nel collegio di
Roma Centro, il Cavaliere disse subito di no al confronto con il
candidato progressista, Luigi Spaventa, ministro del Bilancio. Sentite
questo Silvio sprezzante-ridanciano: "Spaventa? Spaventa chi? Spaventa
non mi spaventa. Spaventa mi fa ridere. Spaventa prima faccia quello che
ho fatto io. Crei un gruppo come il mio. Vinca un po' di coppe. E poi si
ripresenti!" .

Quell'anno, Berlusconi vinse cavalcando il vento di Mani Pulite. Con
un'operazione antipolitica paradossale: dare addosso al vecchio
partitismo e accogliere in Forza Italia i naufraghi della Dc e del Psi.
Rimettendoli all'onor del mondo, con seggi in Parlamento e incarichi nel
suo nuovo partito.
Del resto, pure lui apparteneva all'antico sistema, ne aveva goduto i
vantaggi e gli aiuti. Ma era anche un mago del travestimento. Il trucco
gli riuscì.

L'unico colpo fallito fu quello di portare nel suo governo nientemeno
che Antonio Di Pietro. Lo voleva (così sostenne) come ministro
dell'Interno.
Dieci anni dopo, Berlusconi mette in scena lo stesso inganno. Adesso che
affonda nella palude di una politica fallita e di un governo
inconcludente, i suoi spin-doctors gli consigliano di rimettersi i panni
dell'antipolitico. Ma forse non esistono né esperti di comunicazione né
consigli. Il Cavaliere è un formidabile fiutatore di vento. Sa che
l'italiano medio è incazzato nero. Per il carovita. Per le tasse che non
sono scese. Per il risparmio gabbato. Per i giovani senza lavoro. Per il
paese ingovernato. Silvio dovrebbe dire: la colpa è mia. Invece grida:
la colpa è dei politici professionali, compresi i miei alleati. Parolai,
nullafacenti e ladri. Dovete fidarvi soltanto di me. Che sono uguale a
voi: alla gente che lavora! Attenti a sottovalutarlo. La sua mossa è
astuta. Andate nei bar, sui treni, nei mercati rionali, allo stadio.
Sentirete dire: "Berlusconi non ha mica pisciato del tutto fuori dal
vaso" .

Non sarà semplice far passare un'opinione contraria. E spiegare che la
sua mossa non porterà a nulla. Perché dopo l'antipolitica, un mestiere
da cicale, sarà inevitabile tornare alla politica, mestiere da formiche.
Ma l'Italia ama le cicale o le formiche? Questo è il problema.


(25 febbraio 2004)

Posted by Franz at 01:32 PM | Comments (7) | TrackBack

February 26, 2004

Sventato attentato di Al Qaeda

Alcuni documenti del SISDE rivelati recentemente confermano che, dopo le affermazioni del presidente del consiglio, secondo cui la civiltà occidentale è superiore a quella islamica, Bin Laden diede ordine di organizzare un attentato aereo in Italia.

Due terroristi, provenienti da un Paese del Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire "il castigo di Allah per gli infedeli
italiani".
Ecco la storia e l'itinerario dei due terroristi una volta giunti nel nostro
Paese:
Domenica ore 23:47: arrivano all'aeroporto internazionale di Napoli, via
aerea dalla Turchia; escono dall'aeroporto dopo otto ore perché gli
hanno perso le valigie. La società di gestione dell'aeroporto non si
assume la responsabilità della perdita ed un impiegato consiglia ai
terroristi di provare a ripassare il giorno dopo: chissà, con un po' di
fortuna...! Prendono un taxi. Il taxista (abusivo) li guarda dallo
specchietto retrovisore; e vedendo che sono stranieri, li passeggia per
tutta la città, durata un'ora e mezza. Dal momento che non proferiscono
lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge i 274,00 euro,
decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si
ferma e fa salire un complice. Dopo averli derubati dei soldi e coperti
di mazzate, li abbandonano esanimi nel Rione 167. Lunedì ore15:45:
arrivano all'aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di
dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell'Enel del centro
direzionale.

I piloti ALITALIA sono in sciopero; Stessa cosa per Ii controllori di
volo. L'unico aereo disponibile che c'e in pista e uno della MARADONA
AIR con destino Sassari ed ha 18 ore di ritardo...gli impiegati ed i
passeggeri sono accampati nelle sale d'attesa... intonano canti
popolari...gridano slogan contro il governo ed i piloti! Arrivano i
celerini... cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro
tutti...si accaniscono in particolar modo sui due arabi.
Lunedì 22:07 A questo punto, i terroristi discutono se farlo oppure
no...non sanno più se, distruggere Napoli con un atto terroristico o
un'opera di carità. Lunedì 23:30 Morti di fame, decidono di mangiare
qualcosa al ristorante dell'aereoporto ...ordinano panino con la
frittata ed impepata di cozze. Martedì 04:35 In preda ad una
salmonellosi fulminante causata dalla frittata, finiscono all'ospedale
San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte nel corridoio del pronto
soccorso. La cosa non sarebbe durata più di un paio di giorni, se non
fosse subentrato un sospetto di colera dovuto alle cozze.
Domenica 17:20 dopo dodici giorni esconodall'ospedale e si trovano nelle vicinanze dello stadio San Paolo. Il Napoli ha perso in casa con il neopromosso Palermo, per 3-0 con due rigori assegnati alla squadra siciliana dall'arbitro Concettino Riina da Corleone. Una banda di ultra della "MASSERIA CARDONE", vedendo i due arabi scuri di carnagione, li scambia per tifosi del Palermo e gli
rifila un'altra caterva di legnate. Il Capo degli ultra è un tale
"Ciccio o Ricchione" che abusa sessualmente di loro. Domenica 19:45
finalmente, gli ultra se ne vanno. I due terroristi decidono di
ubriacarsi (una volta nella vita, anche se e peccato!). In una bettola
della zona portuale gli rifilano del vino adulterato con metanolo e i
due rientrano al San Gennaro per l'intossicazione. Gli viene anche
riscontrata la sieropositivita' all'HIV (Ciccio non perdona).
Martedì 23:42 I due terroristi fuggono dall'Italia in zattera con
direzione Libia, cagando per tutto il percorso, semiorbi per il metanolo
ingerito e con una dozzina di infezioni e il virus HIV. Giurano su Allah
che non tenteranno mai più nulla contro il nostro amato Paese; gli
attentati preferiscono farli negli Stati Uniti.

Posted by Franz at 12:13 AM | Comments (10) | TrackBack

February 23, 2004

Domenica (sportiva)

Quanto successo ieri, conferma (ma non ce n'era bisogno) che siamo una repubblica delle banane.
E fa' riflettere. Soprattutto su un punto: ma se il Milan avesse perso, il presidente due-punte sarebbe intervenuto a reti unificate?

Posted by Goran Slatko at 05:25 PM | Comments (11) | TrackBack

February 19, 2004

Strange Days

ulivo.jpgQuesta immagine della convention della scorsa settimana della lista Uniti nell'ulivo è piuttosto emblematica.
Non so perché, ma mi ricorda tanto Strange Days, il visionario film di Kathryn Bigelow.
Perchè se il futuro di Strange Days era angosciante, questo lo è ancora di più.
Delle sparate deliranti di Berlusconi (come le ultime di oggi) ormai sono abituato.
Non mi fanno più nè caldo nè freddo. Assuefazione.
E' l'eventuale (probabile) cambiamento che mi genera angoscia.
Intanto perché si profilano mesi di bla bla televisivi con tutti gli ex. Ex Ds, ex Dc, ex Ppi ed ex Psi.
Perché non ne uscirà nulla di buono: sono gli stessi con gli stessi problemi di prima. Le stesse divisioni, con stavolta in più Occhetto e Di Pietro per conto loro. Ed è sempre pronto quel pifferaio di Bertinotti.
strangedays.jpgE poi la cosa che mi sta infastidendo è che stanno riproponendo, adattandolo, lo stile convention di Berlusconi.
Senti cosa dice D'Alema: "Ognuno è orgoglioso della propria storia, con i limiti e con i momenti alti. Ma la lista è un vero momento di innovazione, finisce l'epoca in cui noi eravamo vecchiotti, quel che resta dei partiti tradizionali mentre dall'altra parte c'era l'innovatore. Adesso siamo noi a innovare e se Berlusconi riuscirà in extremis a fare la sua lista unica comunque arriverà secondo".
E poco dopo aggiunge: "Il partito riformista non è in agenda, non mi appassiona il dibattito e non ne parleremo a luglio perché fa caldo".
L'unica cosa certa è che anche stavolta, come negli ultimi dieci anni, non andrò a votare. Perchè essere costretto a scegliere quando non c'è scelta?
Solo per il gusto di non vedere più Berlusconi a capo del governo?
Troppo poco.
Tutto questo ricorda davvero lo "squid" di Strange Days, la droga in grado di collegare la mente a memorie di altri esseri viventi. Quella di Prodi, magari.
E' un futuro da angoscia pura.
Anzi, paranoia.

Posted by Goran Slatko at 08:51 PM | Comments (11) | TrackBack

February 13, 2004

De minima

Fantasie a parte, trovo proprio turpe che quell'ignobile parassita, dopo averla illusa, vada in tv a umilare la parte più sana del paese, intendo quella a reddito fisso, con la storia di sua madre che al mercato, prima di acquistare, gira prima le bancarelle di dx e poi quelle di sx per confrontare i prezzi e scegliere meglio.
Giusto e poi a casa se non la piace la sbobba di mamma rai è padronissima di andare a vedere cosa c'è su mediaset, quando si dice la liberta!
Annovero tra i miei conoscenti e amici numerosi medici ospedalieri, quelli a stipendio fisso, categoria una volta quasi benestante e che ora si trova a dover fare i conti con molta attenzione, figuriamoci tutti gli altri.
Mentre l'illusionista ci fa la predica in tv quando lui gode di una rendita di posizione, la pubblicità che le aziende sono costrette a fare in regime di quasi monopolio e che a noi poi costa ben più del canone rai, sfruttando una risorsa di tutti, l'etere, da lui accaparrata con i sistemi e i metodi che voi tutti ricorderete.
Ditemi ora se sono un comunista.

Posted by Franz at 01:33 AM | Comments (8) | TrackBack

P2

Giro quanto ho letto altrove e mi ha fatto pensare.

Non si capisce perchè nessun mezzo di informazione, nessuno escluso, non rammenti una solare realtà: E' DA DUE ANNI E MEZZO IN ITINERE L'ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DELLA P2. Segnatamente:
Depotenziamento dei sindacati, magistratura sottoposta al potere esecutivo, presidenzialismo autoritario con svuotamento dei poteri del parlamento (si farà!!), controllo totale dei mezzi di informazione. E vai!
Finché l'italiano medio sarà così mediocre come ora, tipi come berlusca la faranno da padrone, potendoli facilmente manovrare con le Tv. Ad esempio, qualcuno ha notato che ora sono riuscite "le foibe"? Tali argomenti, anche giusti ma usati in maniera strumentale (vedi dossier Mitrokin) riescono a far colpo sulle molte menti semplici e convincerle della incombente minaccia comunista, e quindi a racimolare un po' di voti di gente sprovveduta. Ora si parla anche, parole di b., di comunisti "dentro" anche in assenza di cominismo, incredibile.
Diamo prima da mangiare al cervello.

Posted by Franz at 12:51 AM | Comments (6) | TrackBack

February 10, 2004

Dall'altra parte della luna.

Noi invece paghiamo la sanità e i nostri figli la scuola a quelle belle facce di bronzo, talvolta esibizionisti e di sinistra (perchè fa figo), che dichiarano spudoratamente redditi risibili e vanno in ospedale con l'esenzione (stando attenti a fare finta di avere bisogno del pronto soccorso quando sanno che c'è di turno il primario), ma con la mercedes ultimo modello, che parcheggiano fuori da ogni regola, che poi grazie a qualche conoscenza si fanno anche togliere la contravvenzione; mentre a te il commercialista con un sospiro ti ha detto che anche se non è giusto ti conviene pure pagare il condono; mentre chi ti ha già defraudato due volte, con i tuoi soldi apre fabbriche in Romania, per sfruttare meglio sia le maestranze nostrane tramite il ricatto, sia quelle rumene prese per fame, menando inoltre vanterie di natura sessuale, e poi danno ragione al papa e al governo di destra che tutelano la famiglia, schifosi.

E poi ci si stupisce se qualcuno è scoraggiato e incazzato.

HELSINKI - Viaggiava a 80 chilometri all'ora al volante della sua autovettura, in una zona del centro di Helsinki in cui la velocità massima consentita era di 40 km/h: gli è stata inflitta una multa di 170.000 euro.
E' accaduto a Jussi Salonoja, 27 anni di età, erede di una ricchissima famiglia proprietaria di una grande industria di insaccati.

Il fatto è che in Finlandia, per aumentare il potere di dissuasione delle multe, il loro ammontare viene modulato a seconda del reddito del trasgressore da punire: il reddito dichiarato da Jossi Salonoja per l'anno 2002 era vicino ai sette milioni di euro. La multa di Salonoja, che già era stato multato per 40.000 euro nell'anno 2000 per essere stato pescato a 200 chilometri all'ora sull'autostrada, costituisce il nuovo primato nazionale per la Finlandia: fino ad ora, il primato apparteneva ad un altro miliardario finlandese, Jaakko Rysola, che sempre nel 2000 aveva dovuto pagare 80.000 euro per un'infrazione di traffico stradale.

Anche quella multa era stata rapportata al reddito del multato: Rysola era un fortunato imprenditore su Internet. Nella gara per questo poco invidiato primato nazionale si era inserito per breve tempo un altro miliardario, Anssi Vanjoki, ex membro del Consiglio di Amministrazione della Nokia, il colosso finlandese della telefonia mobile. Nel 2002 Vanjoki era stato multato di 116.000 euro per eccesso di velocità in motocicletta, ma Vanjoki era successivamente riuscito a dimostrare che il suo reddito aveva subito un tracollo, e si era così fatto ridurre la multa da pagare.

Posted by Franz at 11:56 PM | Comments (13) | TrackBack

«Beh... mia mamma pensa che Saddam abbia l'atomica»

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L'ALTRA VIGNETTA Il presidente degli Stati Uniti George Bush a colloquio con un agente della Cia, «nei giorni che hanno condotto alla guerra in Iraq». «Avete fotografie?», chiede Bush. «No», risponde l'agente segreto. «Documenti?», «No». «Agenti infiltrati?», «No». «E allora cosa avete?», domanda infine spazientito il presidente. «Beh... mia mamma pensa che Saddam abbia l'atomica». Un attimo di riflessione di Bush: «Ok, per me è sufficiente!». Jeff Parker sul Florida Today

Posted by Franz at 12:03 AM | Comments (9) | TrackBack

February 08, 2004

La cintura di castità e gli uccelli

cintura castita.jpgA volte, a non leggere i giornali, si fa un grosso sbaglio.
Non tanto perché ti può sfuggire l'ultima barzelletta di Berlusconi o non sapere dov'è finito il tesoro di Tanzi, ma perché perderesti delle notizie incredibili.
Ora, io non so se questa è vera o meno.
L'ho cercata su altri giornali stranieri, ma non l'ho trovata. E se non c'è qui, per me non esiste.
Ma non ha importanza. Questa storia della signora che si presenta all'aeroporto di Atene con addosso la cintura di castità è stupenda. E' talmente una stronzata che è stupenda. Anche se non fosse vera. Perché mi immagino la scena. Il metal detector che suona, lei che torna indietro e riprova e risuona. E così ancora finché lei deve dire cosa ha addosso. Allora una poliziotta la scorta in una stanza e la signora le fa vedere la cintura di castità. Non ha importanza che siamo nel XXI secolo. Non mi interessa del marito che gliela ha imposta o chiesto di metterla. Sono dettagli. A me interessa la faccia della poliziotta quando la signora inglese le mostra la cintura di castità, che la poliziotta greca non ha mai visto neanche su un libro di scuola, perchè nei libri di scuola non si mettono certe cose.
E poi penso che c'è un signore che se la gode più di me.
Ma questa non era l'unica importante notizia di ieri che ho letto oggi e che stava per sfuggirmi.
Io adoro gli inglesi, perchè hanno tempo per perdersi in grandi stronzate come se fossero cose vitali per l'umanità. Diversamente dallo spirito slavo.
Ho visto almeno tre volte Il popolo migratore perché mi sembrava impossibile che non ci fossero trucchi in questo documentario assolutamente magico che ti spiega che le leggi della natura sono rimaste intatte.
Poi ieri ho letto questo e la magia è andata a farsi fottere.
Gli uccelli (almeno quelli di Oxford) ragionano come gli uomini.
Da coglioni.

Posted by Goran Slatko at 07:18 PM | Comments (7) | TrackBack

February 06, 2004

Dodici minuti

E’ veramente complicato riuscire a capire quale sia il meccanismo che regola la percezione del tempo. A volte tre ore passano in un attimo e dieci minuti passano in un’eternità, come quando l’acqua bolle, butti la pasta, leggi il tempo di cottura (12 minuti) e cominci a mescolare. Ecco, quelli per me sono dodici minuti terribili perché non so mai come occuparli. La bravura sta nel trovare un qualcosa da fare che duri esattamente dodici minuti. Accendo la TV e inizio un veloce zapping… su rai1 Superquark, su rai2 il reality show La Talpa, solo un cieco riesce a vederlo, su rai3 il figlio di quello che fa Superquark, su rete4 uno speciale condotto da Emilio Fede sui peli del naso di Berlusconi che lui conosce molto bene e chiama per nome, su canale5 quel polpettone del Grande Fardello. Insomma niente d’interessante. Guardo quanto tempo è passato. Solo quarantadue secondi? Cavolo! Siamo alle solite questi maledetti dodici minuti non vogliono mai passare. Così mentre giro la pasta inizio a pensare a cose importanti, a cose stupide, a cose così e così. Ora se fossi una delle tante malate di protagonismo che ci sono in giro, andrei ad esporre il mio problema nella trasmissione di Cocuzza “La sfiga in diretta”, unico titolo che ti può venire in mente dopo un primo piano del suddetto, però io sto girando la pasta, ho detto che penso a delle cose stupide mentre giro la pasta, non ho detto che le faccio! Penso al nostro Dorian Gray (Berlusconi) che mentre mezza Italia ha problemi in borsa con il crack della Parmalat, si preoccupa invece delle sue borse, quelle sotto agli occhi. Penso che mi piacerebbe avere lo stesso pusher di Bossi quando parla di “federalismo” e “attacco alla democrazia” girando in canottiera nei migliori ristoranti della Costa Smeralda, penso a dove si sarà nascosto Bin Laden, forse prima di scendere in cantina dovrei chiamare il Ministero della Difesa, non vorrei fare brutti incontri.
Guardo l’orologio e mi accorgo che tra un pensiero e l’altro sono passati cinque sei minuti, la metà del necessario, assaggio comunque la pasta per perdere un altro minutino a togliere i pezzettini di pasta cruda in mezzo ai denti, mi verso un bicchiere di vino.
Squilla il cellulare, è mia madre. So già cosa sta per chiedermi e conoscendo anche l’esatta frequenza con cui espone i suoi interrogativi, mi preparo a rispondere con tre “si”, due “no”, un clamoroso “già” e per concludere, assecondando un pettegolezzo condominiale, un “ma daiiiii?”.
La mamma mi saluta. Mi prodigo in un’altra mescolatina veloce alla pasta, occhiatina all’orologio: ancora due minuti d’attesa!!!!
Ma vaff…

Posted by Vanessa Welles at 05:28 PM | Comments (7) | TrackBack

February 05, 2004

CAF

Riandate un momento con la memoria ai ruggenti anni 80 in cui ha imperversato il Craxismo e riflettete su quali catastrofici e irreperabili danni ha procurato allora, e promosso nel tempo che è seguito.
E ora di sicuro vi affiora il recente ricordo di grandi, immensi tromboni (Pera in testa) che commemorano, parlano, straparlano di statista, di libertà, di statura europea e liberale, questi farebbero vergognare anche Goebbels.
Ipocriti, ma vi ricordate di cosa costoro hanno detto all'inizio di mani pulite?
Ma non è possibile spernacchiarli a dovere, dannazione ci tocca subire oltre il danno, irreparable, anche la beffa di una continua presa per i fondelli da parte di infimi, miserabili, voltagabbana, altra storica categoria italica.
Introduco qui un'altra categoria a mio avviso peggiore dei comunisti mascherati di cui vaneggia il "mafioso di Arcore" (definizione del suo ministro delle riforme): quella degli ex comunisti convinti che ora militano , altrettanto convinti, dalle parte opposta, non so se mi fa più schifo o più rabia.
E' mai possibile che chi, fino a poco tempo fa, io assimilavo quasi al male assoluto, Andreotti, debba essere in virtù della forza degli avvenimenti, rivalutato?
Altro che rivoluzione liberale, qui ci andrebbe di lusso anche un qualsiasi scarto altrui.

Posted by Franz at 11:45 PM | Comments (15) | TrackBack

Strane domande

E’ di qualche giorno fa la notizia che la banca on-line Mediolanum (azienda privata) del presidente del consiglio, che non ha ovviamente sportelli, userà quelli delle poste italiane (azienda pubblica), circa 12.000. Conflitto d’interessi? Ma nooooo, solo una bella idea! Chissà perché c’è ancora qualcuno che si pone certe domande

Posted by Vanessa Welles at 02:57 PM | Comments (8) | TrackBack

February 03, 2004

Declino italiano

Si parla molto della mancanza di fiducia, dei scarsissimi finanziamenti destinati alla ricerca, della mancanza di entusiasmo e iniziativa che bloccano il motore italiano, che il paese è oramai vecchio e privo di stimoli.
Mi viene in mente quanto mi disse in Thailandia nel 1999 un accompagnatore turistico che ci vedeva come un popolo vecchio e ricco che non aveva che ben pochi bambini, mentre a Bangkok è pieno di giovani.
Ora se non ci sono incentivi per le nascite, se non si trovano asili nido e vi garantisco che un nido privato costa esattamente quanto porta in media a casa una donna normale con un lavoro normale, mi spiego perchè nei casi in cui manchi il supporto ad esempio dei nonni, le giovani coppie ci pensino molto bene prima di mettere al mondo un figlio, e se fanno il gran passo magari rimane unico. Mi ricordo di quante carrozzine e testoline bionde ho visto nei miei giri in Svizzera, e sono rimasto colpito leggendo ieri un articolo su quanto il governo francese stanzia in termini di risorse da destinarsi alle famiglie.
E' incontestabile che la carica di entusiasmo , di novità e di freschezza, oltre che di mancanza di pregiudizi ed entusiasmo che può portare una generazione di giovani ben supportati e ben istruiti sia insostituibile ed essenziale a evitare l'inevitabile declino che ci tiriamo dietro.
Mi scuso per la pessima prosa, spero si colga quanto intendo dire.

Posted by Franz at 11:40 PM | Comments (12) | TrackBack

Scuola

In parziale replica a quanto detto da Gracco, il cui articolo ora non vedo (Webmaster!) e in sostanziale accordo con quanto asserito dal Papa in tema di famiglia (e parlo da ateo convinto) e sostenendo in pieno quanto da anni predica, inascoltato, Prodi trovo che io non possa dire niente di più e niente di meglio di quanto pubblico traendo spunto da una lettera di un direttore didattico, categoria che per motivi di lavoro mi capita di frequentare, e con la quale concordo in pieno.

LA RIFORMA DELLA SCUOLA CHE NON C'E'.

Parla il preside di un liceo scientifico.
"Si parla molto della scuola ma, per andare al sodo, molte cose non si potranno fare per mancanza di soldi. Le assunzioni a t.i. di personale per l'anno scolastico 2004/2005 sono fissate in 15 mila unità, cifra inferiore al normale avvicendamento, quindi con una reale restrizione delle risorse umane.
Con questa riduzione di personale s'intende affrontare la riforma delle elementari e delle medie, garantendo anche il tempo pieno. Poichè le risorse finanziarie, assegnate dalla legge di bilancio, non sono aumentate, se le iscrizioni per il tempo pieno supereranno le previsioni al minimo fatte dal ministero, toccherà alle scuole arrangiarsi o assumersi la responsailità di non garantire il servizio annunciato in TV dal ministro. Se si divide in modo proporzionale per regioni/provincie/singole scuole la somma stanziata a livello nazionale per il sostegno agli alunni in situazione di handicap, viene fuori che la nostra scuola disporrà di uro 34,00. Abbiamo tra gli iscritti due soggetti diversamente abili, ci vorrà molta fantasia per trovare una soluzione con questa cifra. Altro esempio. La scuola è obbligata a garantire i corsi per il patentino per la guida dei ciclomotori. I corsi sono gratuiti per gli allievi ma non c'è nemmeno un euro per chi dovrebbe insegnare. Una previsione legislativa destina il 7% delle multe per infrazioni al codice della strada a finanziare (eventualmente) questi corsi. Di ciò non esiste alcun riscontro nè al ministero, nè presso gli organi di polizia locali o regionali. Il numero medio degli iscritti ai corsi è di 150 per ogni scuola superiore di media grandezza, ci vorrebbero quindi almeno 7 corsi per scuola con 20 ore di lezione per corso. Con quali fondi? Ho inteso parlare di un possibile finanziamento extra di 41 euro, vedremo. Potremmo continuare e non crediate che sottovaluti tutti gli altri problemi: quelli propri dell'insegnamento, i rapporti con le famiglie, gli allievi difficili da seguire nella speranza di recuperarli. Solo che certe volte, a sera, quando sono solo nella mia stanza e vedo la montagna di questioni sulle quali non ho materialmente possibilità d'intervento, un po', confesso, mi adiro con chi va in tv a parlare di scuola finalmente rinnovata."

Posted by Franz at 11:20 PM | Comments (6) | TrackBack

Crepuscolari

Internazionale.jpgPare proprio che l'articolo di Beppe Grillo su Internazionale abbia gettato un sasso nello stagno putrido della società italiana.
Molti, dopo averlo letto, sono rimasti ammirati verso l'autore e appagati verso loro stessi.
Beppe Grillo dice alcune cose interessanti nell'articolo, in particolare quando propone un raffronto tra il "sistema Parmalat" e il "sistema Fininvest":
II sistema Fininvest e il sistema Italia per certi versi sono analoghi al sistema Parmalat: molta apparenza, conti falsi, corruzione, poca qualità, futuro in declino. Parmalat aveva conti falsi, ma produce milioni di tonnellate di alimenti che generano benessere reale per decine di milioni di persone in trenta paesi. Fininvest non è una multinazionale, come Parmalat, ma una "ipernazionale".
I suoi profitti provengono quasi esclusivamente dall'Italia e si basano su uno stretto legame con il sistema della politica italiana e della corruzione. La gran parte dei suoi guadagni viene dalla pubblicità obbligatoria, un'attività controversa che crea alla popolazione più danni che benefici. Più che di profitti in un mercato competitivo, si tratta di una rendita senza rischi, basata sul monopolio, sullo statalismo, sulla produzione di niente di concreto.

Per il resto non ci sono tanti altri concetti originali o nuovi.
Purtroppo, è un brodo vecchio.
Ma, al di là di quello che Grillo scrive, sono forse altre le riflessioni da fare.
Innanzitutto Beppe Grillo non spiega come mai dal "dal 2002 ho raccontato nei
miei spettacoli i debiti e i bilanci falsi di Parmalat a più di centomila spettatori. Sono figlio di un imprenditore."
Infine, soprattutto, che un comico desti tanto interesse quando smette i panni del comico per assumere quelli dell'opinionista, è una cosa estremamente curiosa. I casi sono due: o gli italiani badano di più a un comico che fa il giornalista (come è vero che sono attratti da un politico che fa il comico), oppure non esistono in questo paese giornalisti, opinionisti o politici che sanno risvegliare l'attenzione degli italiani.
Questo, forse più del declino della Fiat, è il vero crepuscolo dell'Italia.

Posted by Goran Slatko at 11:17 AM | Comments (10) | TrackBack

February 02, 2004

Equazioni. Kelly : blair = Kay : bush

Pochissima evidenza si sta dando alla seguente notizia: "George W. Bush ha deciso di istituire una commissione indipendente per indagare sui rapporti dei servizi segreti circa le armi di sterminio che l'Iraq avrebbe dovuto possedere ma che non sono mai state trovate".
Ma si dovrebbe invece, e se ne dovrebbe discutere ampiamente, vista l' influenza che busch il giovane e blair hanno sull' attuale politica italiana in materia di medioriente.
Ad ogni buon conto, basta andarsi a vedere come e' stato frettolosamente risolto il recente caso Kelly-blair per immaginarsi come andra' a finire il caso Kay-bush. Chiamarla 'indagine indipendente' non servira' a un gran che; ed il fatto che ci siano le presidenziali USA quest' anno nemmeno. Che il bush esca dalla Casa Bianca per fine anno non ho alcun dubbio. Resta da valutare quanto danno economico e di credibilita' della nazione ha fatto durante il suo mandato, e come questo sia usato come alibi dalla subentrante amministrazione democratica.

Posted by at 06:11 PM | Comments (9) | TrackBack