February 16, 2005

René Guénon, La crisi del mondo moderno, 1937

"L'Occidente moderno non può tollerare che degli uomini preferiscano lavorare
meno e contentarsi di poco per vivere. Siccome solo la quantità conta, e
siccome quel che non cade sotto i sensi è considerato inesistente, si ritiene
che colui che non si agita e che non produce materialmente può essere soltanto
un "poltrone": senza parlare nemmeno degli apprenzamnenti che nel riguardo
vengon fatti sui popoli orientali, soprattutto da razze che, come quelle
anglosassoni, sono le più materiali e degenerescenti in fatto di vera civiltà
spirituale; vi è solo da vedere in che conto son tenuti gli stessi Ordini
contemplativi occidentali, perfino in ambienti che si dicono religiosi.
In un tale mondo, per l'intelligenza non vi è alcun posto, e così nemmeno
per tutto quel che è veramente interiore, perché queste non son cose che
si vedono e si toccano, che si possono pesare e misurare. Posto vi è solo
per l'azione esterna in ogni sua forma, comprese quelle più prive di senso.
Così non bisogna stupirsi del fatto che la mania anglosassone dello "sport"
guadagni ogni giorno terrneo: l'ideale di un tale mondo è l'"animale umano"
che ha sviluppato al massimo la sua forza muscolare; io suoi eroi sono gli
atleti, anche quando essi si riducono a dei bruti. Sono essi a suscitare
l'entusiasmo popolare, è delle loro imprese che le folle si appassionano.
In un mondo in cui si vedono simili cose, affatto eccedenti ogni giusta e
normale esigenza di salute, disciplina e sviluppo corporeo, è invero caduto
assai in basso e sembra vicino alla sua fine".

Posted by Draik at February 16, 2005 12:24 PM | TrackBack
Comments
Post a comment









Remember personal info?