Giocherello con il ghiaccio nel bicchiere. Mi piace sentirlo tintinnare allegramente dentro al rum color caramello. Ne bevo ancora un sorso ed improvvisamente… TAC, ecco che scattano neuroni, neurini, elementi chimici, tutti a zig zag nel caos della mia testa.
Eh no! Stasera no. Non ho voglia di pensare. Provo a fare uno zapping mentale, sintonizzarmi su qualcosa di diverso. In sottofondo partono le dolci note di Hum Drum Blues, decido di concentrarmi sulla folla circostante ma... “Ma proprio sul divanetto davanti al mio dovevano sedersi questi?!”, mi domando retorica mentre cerco di distogliere lo sguardo dalla coppietta in piena pomiciata stile secondo-massimo-terzo appuntamento. Oramai la miccia è accesa e i neurini e i neuroni stanno facendo a spintoni rincorrendosi in girotondo. Ritorno al bar e ordino un altro cuba libre. Questa volta il sorso è più deciso e lungo, manco fosse aranciata e… ZOT, parte l'esplosione di pensieri tipo Big Bang originario: Perché un uomo e una donna tendono a concettualizzare l’amore con finalità funzionali, tipo capirlo e codificarlo? No, non si può. L’amore va concettualizzato solo quando non si ha un cavolo da fare! Magari sparlando in un post come questo. Allora come capperi fai a sapere se ti ama? Potrebbe anche parlare una lingua diversa? Giusto. Ok. D'accordo. Allora è l’istinto che comanda. Però anche il cervello. Ogni tanto l’ho beccato che gira random narcotizzato dalle emozioni. Mah! Domani provo con una tabella excel, chissà…