No, no, non ci posso proprio credere. Ussignur, ma come si fa a parlar male di Marina e Piersilvio Berlusconi, rimasti impigliati anche loro nell'inchiesta milanese su Mediaset, che dal 2002 tiene in apprensione il loro paparino al punto che il ministro Castelli, l'estate scorsa, cercò maldestramente di bloccare le rogatorie internazionali.
La marachella della quale i due angioletti sono accusati sarebbe ricettazione e riciclaggio nell'ambito delle vicende al centro dei lunghi accertamenti che, due anni fa, portarono gli inquirenti a far perquisire le sedi di Mediaset. Tutta colpa di quei cattivoni dei pm milanesi, sostengono che tra il `90 e il `94, Mediaset ricorreva a un complesso giro di società off shore (come Century One e Universal) e “gonfiava” i prezzi d'acquisto dei diritti cinematografici acquistati all'estero, in particolare negli Usa, conseguendo così benefici fiscali (previsti, tu guarda il caso, dalla legge di zio Tremonti). Per il paparino invece le accuse sono falso in bilancio e frode fiscale. Sul registro dei cattivi (ehm... gli indagati), a vario titolo, sono iscritti anche i nomi di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, della responsabile Fininvest per la Svizzera Claudia Camaggi e di Giorgio Vanoni, in passato responsabile del settore estero Fininvest. Comunque non è chiaro quale sia il ruolo attribuito ai rampolli, né a quale filone si riferisca tra i tanti che appartengono all'inchiesta Mediaset. La piccola Marina attualmente è presidente della Mondadori, ed è stata vicepresidente di Fininvest Spa (sì, è entrata in azienda giovanissima), siede anche nei consigli di amministrazione di Mediolanum, Medusa e 21 Investimenti. Il fratellino minore Piersilvio, è vicepresidente di Mediaset dopo esser passato per Publitalia, Italia 1. Comunque l’avvocato AzzecaGhedini (che risponde per entrambi) tende a sottolineare (o insinuare) che la notizia del coinvolgimento di Marina e Piersilvio Berlusconi trapela “in un momento di così forte crisi” (per il governo) e aggiunge “sarà una coincidenza, L'Italia è piena di coincidenze”.