April 19, 2004

I treni sono silenziosi

Tornavo ieri sera dopo una serata trascorsa in chiacchiera a casa di un'amica.
Era da poco passata mezzanotte. Buio e umido si mescolavano nella campagna.
Non faceva per niente caldo, tuttaltro, ma giravo con il finestrino aperto, per annusare l'aria di questa strana primavera ancora con pochi odori.
Per fare prima avevo preso una breve strada sterrata e non mi stavo preoccupando degli stonk che ogni tanto qualche sasso faceva risuonare sul fondo della mia vecchia auto.
Stonk stonk solo stonk, visto che l'autoradio me l'hanno rubata qualche mese fa' ed ho così capito - grazie a quel bastardo - che in auto viaggi molto meglio se ascolti i rumori della strada.
Quando ho ripreso la strada maestra mi ero ormai abituata al rumore dei sassi sulla lamiera che il silenzio delle gomme sull'asfalto è stato ancora più fragoroso. Mentre pensavo all'asfalto annerito da questa notte senza luna, ho visto in lontananza cominciare a lampeggiare il semaforo rosso del passaggio a livello. Quanti minuti avevo per passare? Sarò stata a mille metri, forsi di più.
Stavo pensando se era il caso di accelerare, ma me la stavo prendendo comoda.
A trecento metri le sbarre hanno cominciato a muoversi - sdenk sdenk - (suonava anche una campana? non lo ricordo adesso) ma me la stavo prendendo comoda, no? così ho cominciato lentamente a pigiare il pedale di mezzo. Senza fretta, s'intende. La vettura si è fermata pigramente ben dopo lo stock delle sbarre sull'asfalto.
Stock! Stock! Uno stock non all'unisono, prima la sbarra della mia corsia e poi quella dell'altra.
Ho spento il motore.
Silenzio. Nessun'altra auto. Neanche una civetta sugli alberi vicini. Nulla.
Dopo un minuto ho smesso di concentrami su quel irreale silenzio e ho cominciato a pensare a quelle sbarre. Probabilmente erano fatte in alluminio. Sembravano leggere. E se fossi passata? Non c'era nessuno. Silenzio.
Quelle sbarre sembravano fatte apposta per essere attraversate. Pochi danni io,
pochi danni loro. Perchè non provare? Non avevo intenzioni suicide, in quel momento, nè prima avevo bevuto particolarmente. Un paio di birre, neanche da
rischiare il ritiro della patente. Eppure quell'idea mi sembrava in quel momento
naturale. Mi stava attraendo. E se fosse passato il treno mentre attraversavo i
binari? L'avrei sentito, diavolo, c'era un silenzio pazzesco! E un treno lo senti già da qualche chilometro prima, no? Bene, mi ero ormai convinta a mettere in atto la mia stupida ma impulsiva idea (per sicurezza avevo tirato giù anche il finestrino di destra) e stavo per girare la chiave di accensione che...
...Ffffrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!
I treni oggi sono silenziosi, diamnine!

Posted by Marta at April 19, 2004 04:52 PM | TrackBack
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