Questa immagine della convention della scorsa settimana della lista Uniti nell'ulivo è piuttosto emblematica.
Non so perché, ma mi ricorda tanto Strange Days, il visionario film di Kathryn Bigelow.
Perchè se il futuro di Strange Days era angosciante, questo lo è ancora di più.
Delle sparate deliranti di Berlusconi (come le ultime di oggi) ormai sono abituato.
Non mi fanno più nè caldo nè freddo. Assuefazione.
E' l'eventuale (probabile) cambiamento che mi genera angoscia.
Intanto perché si profilano mesi di bla bla televisivi con tutti gli ex. Ex Ds, ex Dc, ex Ppi ed ex Psi.
Perché non ne uscirà nulla di buono: sono gli stessi con gli stessi problemi di prima. Le stesse divisioni, con stavolta in più Occhetto e Di Pietro per conto loro. Ed è sempre pronto quel pifferaio di Bertinotti.
E poi la cosa che mi sta infastidendo è che stanno riproponendo, adattandolo, lo stile convention di Berlusconi.
Senti cosa dice D'Alema: "Ognuno è orgoglioso della propria storia, con i limiti e con i momenti alti. Ma la lista è un vero momento di innovazione, finisce l'epoca in cui noi eravamo vecchiotti, quel che resta dei partiti tradizionali mentre dall'altra parte c'era l'innovatore. Adesso siamo noi a innovare e se Berlusconi riuscirà in extremis a fare la sua lista unica comunque arriverà secondo".
E poco dopo aggiunge: "Il partito riformista non è in agenda, non mi appassiona il dibattito e non ne parleremo a luglio perché fa caldo".
L'unica cosa certa è che anche stavolta, come negli ultimi dieci anni, non andrò a votare. Perchè essere costretto a scegliere quando non c'è scelta?
Solo per il gusto di non vedere più Berlusconi a capo del governo?
Troppo poco.
Tutto questo ricorda davvero lo "squid" di Strange Days, la droga in grado di collegare la mente a memorie di altri esseri viventi. Quella di Prodi, magari.
E' un futuro da angoscia pura.
Anzi, paranoia.