I severi giudizi della Corte dei Conti e le preoccupate valutazioni della Commissione Europea confermano che, mentre il Paese è alle prese con seri problemi di credibilità del suo sistema industriale e finanziario, la politica economica è nelle mani di un governo incapace di qualunque rigore nella gestione del bilancio pubblico, della necessaria trasparenza nella tenuta dei conti e del tutto indifferente ai pericoli che le sue scelte comportano per il prossimo futuro.
Per un'altra maggioranza sarebbe naturale imporre al ministro dell'Economia (arrivati a questo punto lo ribattezzerei Treconti eh eh) una drastica inversione di rotta nella politica economica. Quella attuale invece, al di là di una verifica di facciata, si prepara solo a regalare agli italiani un lungo e dannoso ciclo elettorale. A proposito della relazione della Corte dei Conti, se un’autorità indipendente certifica il fallimento dell'azione governativa, questo vuol dire che anche i magistrati della Corte dei Conti sono 'pazzi o peggio dei fascisti', come sostiene il Presidente del Consiglio? No, sono semplicemente magistrati che adempiono al proprio dovere di certificazione dello stato sui conti pubblici e, invece di attaccare l'indipendenza delle magistrature, si dovrebbe correggere seriamente l'impostazione di finanza pubblica, che dalla relazione del procuratore generale sul piano della puntuale analisi delle cifre ne esce distrutta.