January 19, 2004

La domenica delle salme

...
-voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo-
...

Sento che occorre:

Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia d'orzata
dove galleggia Milano
non fu difficile raggiungerlo
il poeta della Baggina*
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimanto.

I Polacchi non morirono subito
e inginocchiato agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di sigarette
metttevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista.

La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava la strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del "tua culpa"
affollavano i parrucchieri.

Nell'assolata galera patria
il secondo secondino
disse a "Baffi di Sego"* che era il primo
-si può fare domani sul far del mattino-
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
ad annunciare l'amputazione della gamba
di Renato curcio
il carbonaro
il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
-voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo-
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perchè avevamo un cannone nel cortile,
un cannone nel cortile

La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare.
quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare-

Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta
poi ci mandarono a cagare
-voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avevate voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo-

La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accampagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano i segni
di una pace terrificante

mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta

* Baggina: così viene chiamata a Milano la Casa di Riposo
per anziani "Pio Albergo Trivulzio"
* Baffi di Sego: gendarme austriaco in una satira
di Giuseppe Giusti.
* De Andrade: vedi "Serafino Ponte Grande"
di Oswald De Andrade


Da "LE NUVOLE"
Fabrizio De André 1990

E se c'è ancora qualcuno che ritiene che l'unico senso di queste parole
è che sono in rima, allora non gli rimane altro che un pellegrinaggio ad Hammamet,
si troverà in buona compagnia.

Posted by Franz at January 19, 2004 01:55 AM | TrackBack
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