Erano giorni che Blind Willie Johnson mi guardava dallo scaffale.
Alla fine l'ho preso e inserito nel lettore Dvd.
Nell'estate del 1977 la NASA inviò nello spazio una nave molto speciale, il Voyager.
Doveva esplorare i pianeti remoti del nostro sistema solare e qiuindi continuare il proprio viaggio nello spazio profondo, per non tornare mai più.
Il Voyager è in viaggio ormai da un un quarto di secolo e nel caso venisse mai intercettato da altri abitanti dell'universo, la nave spaziale reca a bordo una registrazione con immagini e suoni dalla terra e messaggi in 50 lingue.
"Questo è un regalo
da un piccolo mondo lontano,
un campione dei nostri suoni
e della nostra scienza".
Tra tutti questi suoni dal nostro pianeta c'è anche la musica, in viaggio nello spazio a bordo del Voyager che rappresenta lo spirito umano di culture ed epoche diverse e, che ci crediate o no, c'è la mia voce, quassù, nello spazio.
Già, una delle mie prime canzoni è stata scelta per rappresentare la musica americana del XX secolo.
E' un disco che ho inciso per la Columbia nel 1927, intitolato Dark Was The Night, e io sono Blind Willie Johnson.
Proprio così inizia, con una voce calda che pronuncia queste parole.
Guardavo, e mi passavano davanti tutti, Skip James e J.B. Lenoir.
Shemekia Copeland mi sussurrava all'orecchio e Cassandra Wilson mi camminava sulla schiena.
Ma continuavo a pensare a quella registrazione messa nel Voyager.
Via via sfilavano Alvin Youngblood Hart, Garland Jeffreys, Chris Thomas King, Nick Cave, Los Lobos, Eagle Eye Cherry, Vernon Reid, Lucinda Williams...
Ma non riuscivo a non pensare a quella dannata registrazione che gira per lo spazio. Ma in quale cazzo di formato hanno fatto questa benedetta registrazione?
Avi, mp3, wma, wav, mpeg, midi?
Ma era il 1977, un laserdisk, un lp, un banale nastro?
In a hospital
in Washington D.C.
Ain't got nobody
To see about me
But I was a good man
And I was a poor man
You can understand
All of the doctors
And nurses, too
They came and they asked me
Who in the world are you?
I didn't go hungry
Had plenty to eat
Had good treatment
And a place sleep
Così mi sono rovinato la mia prima visione di The soul of a man, pensando per tutto il film a quale supporto avessero usato per la registrazione inviata nello spazio.
Posted by Goran Slatko at December 30, 2003 02:45 PM | TrackBack